I diritti dei bambini

22 Mag

Particolare di "Le vite"

Qualche giorno fa, al parco, ci siamo imbattute in una coppia mamma-figlia, direi “sopra le righe”. Mentre la cucciola faceva il suo solito giochino in cima allo scivolo, incerta tra il lasciarsi andare e il rimanere attaccata alla sbarra, è stata spinta da una bimba che voleva scivolare quanto prima. Dal canto suo, la cucciola si era messa in mezzo alla sua traiettoria a non la lasciava passare, per cui mettendo in atto tutte le sue acute abilità di problem solving, ha trovato opportuno sgombrare il passaggio nel migliore dei modi. La cucciola è andata giù forzatamente, scendendo con una gamba all’indietro, a mo’ di granchio. Per fortuna non si è fatta male e ha pianto più per l’improvvisazione dell’”amica di merende”, che per il dolore. La mamma della bambina stava serenamente seduta sulla panchina con il suo I-Pad e guardava da lontano. Appena ha visto il comportamento della figlia, si è piombata velocemente sotto lo scivolo, l’ha tirata giù a forza e l’ha sculacciata davanti a noi, obbligandola a chiedere scusa. Io mi sono limitata a dirle che non c’era bisogno di tutto ciò e che sono bambini, per cui può succedere. Da quel momento in poi, mi sono sentita triste ed impotente per quella bambina così irrequieta e non a caso così fisica. Ho pensato a  quel fare contraddittorio ed aggressivo della sua mamma (tenendo conto di una comune contraddizione in cui può incorrere qualsiasi madre): l’ha ripresa per aver usato le mani per risolvere la situazione (spingendo giù l’ostacolo) e di fatto ha usato lei stessa le mani per risolvere il suo imbarazzo. Ha confermato ciò che lei stessa pensava di non accettare.

Si sente spesso parlare di situazioni tragiche e sconvolgenti che vedono come protagonisti i minori. Spesso sono figli messi al centro di guerre di coppia, visti come mera merce di scambio nelle reciproche ripicche e nelle rivendicazioni familiari, bambini vittime delle problematiche psichiche genitoriali, bambini maltrattati da persone a cui vengono affidati con la speranza che siano amorose e premurose quanto un genitore (quanti casi di maestre o affini, che usano metodi di indubbia correttezza etica e morale), bambini abusati da chi nella propria mente giustifica i mezzi per arrivare al fine. Nessuno di questi adulti si ricorda che i bambini sono delle persone in carne ed ossa, che hanno una propria personalità e che sono portatori di diritti. Proprio su questo, mi sono domandata: in concreto, quali sono i diritti che appartengono ad un bambino in quanto tale?

Secondo la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con legge del 27 maggio 1991 n. 176, tutte le persone di età inferiore a diciott’anni hanno diritto a:

  • Essere tutelati contro ogni forma di discriminazione;
  • Essere considerato come preminente il loro interesse superiore in tutte le decisioni che li riguardano da parte delle istituzioni, servizi e istituti;
  • Vedere realizzati i propri diritti economici, sociali e culturali da parte delle Istituzioni pubbliche (Parlamento, Governo, Scuola ecc);
  • Essere orientati e consigliati dai propri genitori o chi per loro nell’esercizio dei diritti che gli sono riconosciuti dalla presente Convenzione;
  • Vivere;
  • Avere un nome ed una nazionalità;
  • Conoscere i genitori ed essere allevati da essi (nella misura del possibile);
  • Preservare la propria identità, compresa la nazionalità, il nome e le relazioni familiari, così come riconosciute dalla legge, senza ingerenze illegali;
  • Crescere con i propri genitori, salvo casi in cui la separazione sia necessaria (es. maltrattamenti e trascuratezza);
  • Intrattenere rapporti personali e contatti diretti regolari (diritto al ricongiungimento e a vivere nello tesso posto) con entrambi i genitori che risiedono in Stati diversi, salve circostanze eccezionali;
  • Essere protetti da spostamenti e non-ritorni illeciti all’estero che li allontanino dalla propria famiglia;
  • Esprimere liberamente la propria opinione su ogni questione che li interessano e le opinioni devono essere prese in considerazione tenendo conto della loro età e del loro grado di maturità;
  • Esercitare la libertà di espressione, nel rispetto dei diritti o della reputazione altrui;
  • Avere libertà di pensiero, di coscienza e di religione, accompagnati dai propri genitori che li guideranno in base allo stadio di sviluppo;
  • Avere la libertà di associazione e di riunirsi pacificamente;
  • Avere una vita privata e nella propria famiglia;
  • Accedere a una informazione e a materiali provenienti da fonti nazionali e internazionali varie, soprattutto se finalizzati a promuovere il loro benessere sociale, spirituale e morale nonché la loro salute fisica e mentale;
  • Essere protetti da informazioni e/o materiali dannosi per la loro salute fisica e mentale
  • Essere educati e cresciuti da entrambi i genitori, sempre valutando se si tratta della cosa migliore per loro;
  • Essere protetti da ogni forma di violenza, di oltraggio o di brutalità fisiche o mentali, di abbandono o di negligenza, di maltrattamenti o di sfruttamento, compresa la violenza sessuale;
  • Avere protezione ed aiuti speciali quando non possono essere lasciati a vivere nel proprio ambiente familiare, nel loro interesse superiore;
  • Essere legalmente adottati, se questo è certo che sia nel loro interesse superiore;
  • Avere protezione e assistenza umanitaria nel caso in cui siano rifugiati, per poi cercare di ricongiungerli alla famiglia d’origine;
  • Beneficiare di cure speciali, condurre una vita piena e decente, in condizioni che garantiscano la dignità,  favoriscano l’autonomia e agevolino una loro attiva partecipazione alla vita della comunità, nel caso in cui siano diversamente abili, fisicamente e mentalmente;
  • Godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione;
  • Ricevere verifica periodica della terapia fisica o mentale e dello stato in cui vivono, qualora vengano affidati a centri di cura o assistenza;
  • Beneficiare della sicurezza sociale, compresa la previdenza sociale;
  • Avere un livello di vita sufficiente per consentire il loro sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale. I genitori (o lo Stato) devono garantire l’alimentazione, il vestiario e l’alloggio;
  • Ricevere un’istruzione;
  • Ricevere un’educazione che favorisca lo sviluppo della personalità, facoltà ed attitudini mentali e fisiche, che rispetti i diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, i loro genitori, l’identità, la lingua e i valori culturali, che li invitino alla responsabilità della vita sociale e al rispetto dell’ambiente naturale;
  • Avere una propria vita culturale, di professare e praticare la propria religione e di far uso della propria lingua, anche se fanno parte di minoranze etniche, linguistiche o religiose;
  • Riposarsi ed avere tempo libero, di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della loro età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica;
  • Essere protetti contro lo sfruttamento economico e di non essere costretti ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la loro educazione o di nuocere alla loro salute o allo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale;
  • Essere protetti contro l’uso illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope e di essere utilizzati per la produzione e il traffico illecito di queste sostanze;
  • Essere protetti contro ogni forma di sfruttamento sessuale e di violenza sessuale;
  • Essere protetti da rapimento, vendita o tratta per qualunque fine e sotto qualsiasi forma;
  • Essere protetti contro ogni altra forma di sfruttamento pregiudizievole al loro benessere in ogni suo aspetto;
  • Non subire tortura o pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;
  • Non avere la pena capitale o carcere a vita se hanno commesso un reato;
  • Essere protetti in caso di guerra (se hanno meno di 15 anni non possono essere arruolati);
  • Essere aiutati nel recupero fisico e psicologico e nel reinserimento sociale se vittime di negligenza, di sfruttamento o di maltrattamenti, di torture o di ogni altra forma di pene o di trattamenti crudeli, inumani o degradanti, o di un conflitto armato. Tale recupero e reinserimento devono svolgersi in condizioni tali da favorire la salute, il rispetto della propria persona e la dignità;
  • Essere adeguatamente difesi nel caso in cui siano accusati o abbiano commesso un reato;
  • Usufruire delle leggi nazionali ed internazionali che garantiscano maggiore protezione rispetto alle norme della Convenzione;
  • Essere informati sui diritti previsti dalla Convenzione.

Io aggiungerei il diritto di:

  • Avere l’età che hanno, quindi di essere piccoli e di poter crescere;
  • Avere propri bisogni, desideri ed aspettative;
  • Avere le proprie risorse e le proprie criticità;
  • Essere sé stessi;
  • Piacersi;
  • Realizzare i propri sogni;
  • Esplorare il mondo;
  • Avere protezione e sicurezza;
  • Essere padroni del proprio pensare, sentire ed agire;
  • Andare piano;
  • Oziare;
  • Fare una cosa alla volta;
  • Affrontare le difficoltà senza eccessiva protezione o troppo lassismo;
  • Esprimere i propri sentimenti liberamente, quindi anche piangere, sorridere, protestare;
  • Giocare con i giochi e gli oggetti che preferiscono (es. un bambino può giocare con le pentoline e la femminuccia con le macchinette);
  • Dormire ai loro orari;
  • Mangiare cose sane;
  • Usare la creatività;
  • Sporcarsi (al bando le pretese che rimangano “lindi e pinti” tutta la giornata) e venire puliti dal genitore (pulizia giornaliera e cambio abiti sporchi);
  • Usare la loro casa (essere liberi di muoversi senza aver paura di rompere il vaso di ceramica che la mamma ha messo in mezzo al salone perché di suo gradimento);
  • Fare i capricci;
  • Scioperare (come ogni buon lavoratore);
  • Avere una famiglia che si senta FAMIGLIA;
  • Ricevere CAREZZE incondizionate positive;
  • Ricevere CAREZZE condizionate positive e negative;
  • Essere AMATI, AMARSI ed AMARE.

Se ognuno di noi, come genitore o professionista a contatto con i minori, tenesse costantemente a mente ogni singolo punto, avremmo maggiore pazienza nel sopportare quei tanti e difficili momenti di stanchezza che la relazione con il bambino porta con sè, in quanto incontro di “diversità”. Secondo voi, di quali altri diritti devono godere i bambini?

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7 Risposte to “I diritti dei bambini”

  1. Martina maggio 23, 2013 a 11:26 pm #

    Meraviglioso post…
    I bambini, i nostri figli…sono lo specchio di ciò che siamo. Ci mettono a nudo e ci fanno vedere ciò che di noi non ci piace e non vogliamo vedere. Nessuna scuola è più garnde di questa…Maria Montessori chiamava il bambino Maestro…

    • Giuseppina Mura maggio 26, 2013 a 8:55 pm #

      Martina grazie per la bellezza delle tue parole. Quante cose ho imparato dai bambini e quante ancora ne dovrò imparare!!! Ed è proprio vero che ci fanno da specchio, mi sorprendo a scoprire delle frasi che dico spesso e dei comportamenti che metto in atto proprio quando mi si rimandano indietro. Sorrido di cuore.

  2. Martina maggio 23, 2013 a 11:51 pm #

    …dovrebbero godere di una madre ed un padre sereni, capaci di ascoltarli ed accoglierli con gioia e amore, anche quando non è semplice farlo; dovrebbero essere protetti dalla frenesia del nostro cieco mondo fatto di orari, appuntamenti e corse sfrenate; dovrebbero godere del diritto di avere il loro tempo…il loro tempo lungo ed interminabile se gli va di osservare una coccinella che cammina sul filo d’erba, senza per questo esser strattonati a destra e a manca…per le nostre inutili frenesie. Dovrebbero essere contenuti ,abbracciati, coccolati, amati incondizionatamente così come ogni essere su questa terra si merita!! Dovrebbero godere del diritto di essere preservati come il tesoro più prezioso, come gemme allo stato grezzo, incontaminati… dovrebbero sempre avere il diritto di essere ciò che sono e noi abbiamo il dovere di sostenerli nel loro processo del divenire uomini e donne, senza soffocare o schiacciare le loro peculiarità ma piuttosto aiutandoli ad esprimere al meglio le loro potenzialità, i loro specifici talenti. Non ci è ancora chiaro che siamo noi a dover imparare da loro…loro sono molto più vicini alla Sorgente di quanto lo possiamo essere noi!!
    Qualcuno disse…”solo se ritornerete come bambini entrerete nel Regno dei Cieli…”
    Un abbraccio !

  3. federica maggio 24, 2013 a 7:02 am #

    seguo il tuo blog con grandissimo interesse e forse la carta dei Diritti che hai messo qui tu andrebbe esposta in tutti i parchi per bambini… anche io vedo spesso comportamenti di genitori che mi lasciano molta tristezza dentro.
    guardare dei bambini che vengono “feriti” è molto triste… soprattutto quando non si può fare molto.

    • Giuseppina Mura maggio 26, 2013 a 8:51 pm #

      Ti ringrazio tanto Federica, l’interesse è reciproco. Non sarebbe male mettere esporre la lista dei diritti davanti ad ogni luogo frequentato da bambini e da adolescenti. Hai usato una parola più che azzeccata: “feriti”. Quanti bambini feriti da parole a cui non si dà il senso giusto. Alle volte si pensa che le parole dette al volo ai bambini non abbiano nessun peso per loro, soprattutto quando sembra che non ascoltino, invece registrano, registrano nella mente e nel corpo.

      • federica maggio 27, 2013 a 6:54 am #

        “è tutto registrato su un nastro magnetico”…. sto leggendo il libro di Francois Dolto “come allevare un bambino felice”… una tua collega 😉
        quanto abbiamo da imparare noi adulti sull’importanza della parola…

      • Giuseppina Mura maggio 27, 2013 a 12:43 pm #

        Lo conosco ;D Non smettiamo mai di imparare 😀

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