Un pomeriggio al parco

8 Apr

Rossana

Da quando la cucciola ha acquisito la capacità di sperimentare qualsiasi posizione le venga in mente, il tempo si è magicamente ristretto e la sensazione di stanchezza si è improvvisamente allargata.  Le scoperte e le conquiste sono così grandi che al calar della notte, tutto si dissolve in un sorriso di compiacenza per tutta questa bellezza a cui ho la fortuna e la grazia di partecipare tutti i giorni.

Oggi siamo state la parco, finalmente il sole e finalmente una temperatura degna dell’arrivo della tanto attesa primavera (ho realizzato da poco che è la mia stagione preferita). La cucciola si è divertita tantissimo con le sue amichette, ma con loro nel senso che stava nello stesso spazio, ma non insieme. In realtà credo che poco le importasse della loro presenza e viceversa: hanno giocato parallelamente scambiandosi qualche sguardo di tanto in tanto.

È voluta salire subito sull’altalena che si era appena liberata e la posa da coatta mentre va su e giù, rimane la sua preferita…

La prima volta che andò sull’altalena aveva circa otto mesi, aveva imparato a stare perfettamente seduta con la schiena dritta. Io inginocchiata per terra davanti a lei sembravo in adorazione per quella scoperta mia e sua. Mia perché non avevo mai pensato prima di quel momento di provare a farla sedere lì; sua, perché non era mai salita sull’altalena. Ricordo ancora quel suo sguardo fiero mentre dondolava lentamente mossa dal mio braccio incollato al suo sedile e io lì, a contemplare un nuovo aspetto di lei che si divertiva e sorrideva, un nuovo accenno di sviluppo. Dopo qualche ripetizione dell’esperienza, aveva preso dimestichezza con l’aggeggio dondolante, per cui cercava nuove posizioni per rendersi la dondolata più piacevole e rischiosa. La sua preferita era sempre quella leggermente di lato, con un piede piegato sul sedile e l’altro penzoloni.

Oggi dopo parecchi mesi, mi sorprendo a guardarla, scorgendo quello stesso sguardo orgoglioso per la sua prodezza, come se l’altalena si muovesse per sua forza e non perché sono io a spingerla incessantemente. Stessa posizione storta, le piace proprio andare controcorrente e ormai è un dato assodato.

È andata sullo scivolo, dopo aver imparato il percorso per arrivarci. Che faccia che aveva quando si è  vista in cima, una soddisfazione immane come se avesse scalato una montagna. Una volta raggiunto l’apice, stando in piedi, faceva un passo in avanti senza preoccuparsi di come sarebbe scivolata poi in discesa. Sembrava un sonnambulo che fa un salto nel vuoto. Che tipa!!! Una volta scesa giù, è diventata una bambina salmone, voleva risalire al contrario. Diversi mesi fa, aveva visto altri bimbi farlo e certamente non vedeva l’ora di mettere in atto quanto osservato allora, con maggiori possibilità di movimento.

Abbiamo poi proposto di giocare con la palla in mezzo al prato. Era pieno di margherite fiorite, più primavera di così non si poteva avere. Le bambine più grandi avevano capito che dovevano lanciare la palla a turno, mentre la cucciola aveva capito che essendo di sua proprietà la palla, doveva recuperarla e metterla in salvo. Si è messa al centro del cerchio, mentre tutti noi aspettavamo che lei prendesse la palla. L’ha acchiappata, mentre tutti noi aspettavamo che la rilanciasse. Se n’è scappata, mentre tutti noi ci aspettavamo ormai che non avremmo più ricominciato a giocare.

È fuggita via senza nemmeno voltarsi. Sono rimasta immobile ad osservare quanto si sarebbe allontanata senza preoccuparsi che io ci fossi. Devo dire che non poteva importarle proprio niente, in quel momento aveva in mano il suo trofeo.

Poi siamo tornate sull’altalena, poi sullo scivolo, un po’ di cavallino e poi di nuovo altalena e scivolo. Il circolo è stato spezzato, per fortuna e purtroppo, dalla vista di due biciclette poggiate su un albero: una grande rosa e una piccola nera e rosa con le rotelle. Appena le ha adocchiate, si è avvicinata furtivamente e ha iniziato ad esplorarle. Ha toccato i pedali, poi le ruote, ha guardato la catena, ha controllato se il manubrio girava e ha notato i freni (roba nuova per lei). Voleva salirci sopra e le ho detto che non era la nostra, quindi non poteva usarla senza chiedere il permesso. Come poterle spiegare il concetto di “appropriazione indebita”? A quel punto ha usato il capriccio, un pianto teatrale senza espellere nessuno schizzo di lacrima. Ho ignorato totalmente il suo comportamento, osservandola con la coda dell’occhio. La scena drammatica è durata circa dieci secondi, all’undicesimo lei si era nuovamente diretta verso le biciclette. Si è riavvicinata a quella più piccola, ha alzato la gamba e ci è montata su senza colpo ferire, con il suo solito sguardo borioso per tale traguardo.

Ormai era ora di andare a casa e un altro dramma stava per essere rappresentato, quando un’amica ha salvato la situazione prendendola in braccio per metterla nel passeggino insieme alla sua amichetta. Praticamente abbiamo improvvisato un tandem, con grande gioia delle cucciole, tra l’altro omonime. Solo così sono riuscita a riportarla a casa. Il resto del pomeriggio lo abbiamo trascorso tra bagnetto, proteste, cena, proteste, stendere i panni, lagne e poi finalmente nanna…la tanto attesa nanna! Non ne poteva più, era veramente esausta.

Povera cucciola, quanto si è stancata oggi, oggi che è stato il suo primo vero pomeriggio al parco, da bambina ormai in grado di fruire dei vari giochi. Se penso a quello che ha fatto lei e lo allargo su scala, è come se io avessi fatto per circa 20 volte due rampe di scale, camminato per 5 km, giocato a palla in un campo sportivo, dondolato per tre ore. Ecco si, di fronte al bagnetto e alla cena forse anche io avrei protestato e fatto qualche lagna…e che lagna!!!

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2 Risposte to “Un pomeriggio al parco”

  1. Ida aprile 9, 2013 a 6:16 am #

    La bambina salmone che scappa via con la palla mi ha divertito come non mai!! La prossima volta…vengo anche io! 😉

    • Giuseppina Mura aprile 9, 2013 a 6:33 pm #

      Siamo felici di averti con noi…come avrai notato la bambina salmone oggi era più bambina murena…

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