Una mamma felice (parte II)

28 Mar

Geisha con ventaglioNel post precedente, ho trattato i primi cinque punti utili per favorire il sentirsi felici come mamme. Di seguito, aggiungo il resto della lista:

6)  Coltiva la rete sociale. Per una mamma è importantissimo avere un gruppo di amiche su cui poter fare affidamento; essere sostenuti da una rete sociale è un fattore protettivo per la depressione post-partum. Abbiamo bisogno di poter contare su qualcuno che possa aiutarci nel momento del bisogno e personalmente non sono capace di fare a meno delle mie amiche. Una mamma ha bisogno di diversi tipi di amici, inutile circondarsi di sole mamme oppure non frequentarne per niente. Non dobbiamo fare a meno dell’amica sempre disponibile che ci viene a salvare in qualunque occasione (non dimentichiamoci di contraccambiare almeno una volta su 10, l’amicizia è un rapporto bidirezionale), dell’amica che condivide il nostro momento di vita e quindi capisce bene come ci sentiamo e il nostro livello di stanchezza o nervosismo, l’amica che è più avanti di noi (qualcuna che ha i figli grandi, quindi ti dà un esempio di evoluzione), l’amica schietta che dice quello che pensa (che ti dice chiaramente che ti stai trascurando oltremodo per i tuoi figli!!!), l’amica senza figli che porta quella ventata di freschezza di cui hai tanto bisogno (ti parla di serate mondane, percorsi nuovi, shopping compulsivo), l’amica nuova appena conosciuta a scuola di tuo figlio oppure al corso di nuoto. Anche le amicizie online sono un buon modo per condividere la propria vita, gioie e dolori della maternità, ma non devono essere le sole; il contatto umano di persona è imprescindibile per una buona dose di carezze. Infine consideriamo anche la scrematura che si effettua quando arriva un figlio in casa: alle volte ci sono dei segnali chiari che alcune amicizie non hanno più motivo di esistere. Facciamocene una ragione e chiudiamo un rapporto insoddisfacente, con la consapevolezza che ci si potrebbe rivedere in un altro periodo della vita.

7) Lascia correre. Poiché i figli sono sempre portatori sani di imprevisti, la flessibilità diventa la chiave di volta. Di fronte ai momenti di panico, quando tutto sembra sfuggire al nostro controllo, non ci rimane altro che respirare profondamente, concentrarci, trovare un’alternativa ed attuarla. Per aiutarci ad affrontare gli imprevisti, possiamo: fare dei programmi settimanali, piuttosto che giornalieri, diminuendo così le probabilità di insuccesso rispetto agli obiettivi da raggiungere; non promettere niente di certo ai bambini, se non siamo sicuri di mantenere la promessa; includere nel programma solo le cose veramente importanti e che sappiamo di poter fare (se devo andare a fare la spesa, portare i bambini ad una festa, andare alle poste a pagare le bollette, è meglio evitare di prospettarci la scelta delle foto da stampare arretrate da circa un anno); rinunciare all’illusione di poter tenere tutto sotto controllo; pensare sempre al piano B, prima ancora che accada l’incidente di percorso (es. se so di stare parecchie ore fuori casa, posso portarmi dietro un cambio completo nel caso in cui la bambina si sporchi o si bagni).

8) Prenditi cura di te. Fare la mamma richiede spesso dei sacrifici, ma questo non equivale ad “annullarsi” rinunciando a tutti i nostri interessi e desideri. Possiamo soffermarci a pensare a come passavamo il tempo prima della maternità e a come lo passiamo adesso. Se il divario è troppo grande, ossia non facciamo più niente di ciò che prima ci divertiva, è arrivato il momento di cambiare rotta. Ciò che mi piace fare è importante ed è giusto che porti avanti i miei interessi, trovando il modo giusto per me e la mia famiglia. Per fare questo, è necessario pensare un po’ più a sé stessi, diventare un po’ egoisti cercando di mettere noi al centro, almeno per qualche momento della giornata. Prendersi cura di sé diventa rigenerante e fa sentir bene, energia chiama energia e ci si predispone al divertimento; da qui ne discende che ci si senta meglio nello stare poi con la famiglia. Per ritagliarsi i propri spazi, abbiamo bisogno di fare affidamento su qualcuno che ci aiuti nella cura dei bambini. Piuttosto che sentirci in colpa se lasciamo i bambini un pomeriggio con i nonni mentre noi andiamo a fare una passeggiata con un’amica, pensiamo che stiamo lasciando al bambino e ai nonni un po’ di tempo per loro e per costruire un momento speciale da trascorrere insieme. Inoltre, se i figli vedono che la mamma si prende cura di sé, dedicandosi a più aspetti della sua vita, loro impareranno a fare altrettanto con sé stessi quando saranno più grandi. Nel tentativo di ritagliarci degli spazi personali, il nostro compagno può diventare una risorsa; si possono decidere insieme gli spazi da condividere e da dividere, scegliendo in quale giorno tu potrai andare a fare sport mentre lui sta con i bambini e quando lui potrà andare allo stadio (una cosa a caso) mentre sarai tu ad occuparti loro.

9) Prenditi cura della tua vita affettiva. Con l’arrivo dei figli, il rapporto di coppia viene duramente messo alla prova (non so come si faccia a pensare di risolvere i problemi di coppia programmando l’arrivo di un bambino!?). La stanchezza per le nuove incombenze e il nervosismo conseguente aumentano il livello di tensione e spesso di finisce per litigare con toni aspri e offese sputate duramente. Inoltre, la distribuzione impari dei compiti da svolgere (lui russa nel letto mentre il bambino piange e tocca a te alzarti, perché lui non sente nemmeno una bomba sotto il letto) intensifica quella rabbia che spesso le mamme provano nel non sentirsi adeguatamente aiutate e capite dal partner. È importante aprire sempre un dialogo, uno spazio in cui discutere e chiarirsi rispetto ai litigi e ai disguidi, ammettendo quanto lo stato di stanchezza contribuisca a renderci maggiormente irascibili ed intolleranti verso l’altro. Inoltre, è centrale tutelare quei momenti di intimità che nella coppia non devono mai mancare, anche se meno frequenti per varie motivazioni. La famiglia si regge sulla coppia e un rapporto di coppia soddisfacente aiuta a sentirsi felici.

10) Realizza i tuoi sogni. Sentirsi realizzati o comunque in cammino in un aspetto della propria vita molto importante è un ingrediente fondamentale per la nostra felicità. Se il nostro sogno fin da bambine era quello di occuparci del nostro nido familiare e dedicarci totalmente ai nostri figli, nella maternità ci sentiremo sicuramente felici. Se il nostro sogno era invece quello di avviare una professione dopo aver studiato, la constatazione della difficoltà del percorso, soprattutto quando arrivano i bambini a cui, per scelta, dedichi gran parte del tuo tempo, aiuta a sentirti una mamma in qualche modo frustrata. Per questo motivo, i figli non devono essere utilizzati come alibi per non impegnarci a raggiungere ciò per cui abbiamo lottato con grande forza e testardaggine per anni. È bene, dunque, continuare a cercare la nostra strada, accostandoci così con maggiore soddisfazione ai nostri figli.

11) Impreziosisci la tua spiritualità. Da un po’ di tempo rifletto sul come la dimensione spirituale, quale risposta al bisogno di trascendenza tipicamente umano, mi aiuti a dare un senso a tutto ciò che faccio. Sentire che le mie scelte di vita sono inquadrate in un progetto a lungo termine mi aiuta nei momenti di difficoltà e di stanchezza, dandomi una prospettiva più ampia di ciò che faccio in questo preciso momento della mia vita. Nel condividere questa dimensione con il partner, la coppia stessa può sperimentare un incontro che si sposta su un piano “altro”. La spiritualità, che trova risposta nel credere, aiuta a sentirsi sicuramente felici.

Questi sono per me dei punti importanti su cui riflettere e su cui lavorare per aiutarci a sentirci felici come persone e nel nostro ruolo di genitori. Non è un elenco da seguire alla lettera e potrete ritrovarvi solo in alcuni punti, in tutti o in nessuno. In che cosa vi ritrovate? Che cosa aggiungereste?

Riferimenti bibliografici

Dolto F., Come allevare un bambino felice e farne un adulto maturo, Mondadori, Milano, 1992.

Francis M., come godersi al meglio la maternità. I segreti della mamma felice, De Agostini, Novara, 2011.

Mastromarino R., Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli. Proposta di un percorso formativo per genitori, IFREP, Roma, 2000.

Milgrom J.-P.R. Martin-L.S. Negri, Depressione postnatale. Ricerca, prevenzione e strategie di intervento psicologico, Erickson, Trento, 2003.

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