Mamma che insoddisfazione!!!

13 Mar

Aritzo, mezzolutto

È proprio difficile in questo periodo ritagliarmi lo spazio per scrivere qualcosa, per me, per voi. La cucciolina è in preda ai deliri di onnipotenza e io in preda ad una crisi di nervi, un picco di intensa stanchezza. Sembra che i terribili due anni siano iniziati in anticipo di qualche mese. Nel tentativo di rimanere calma, quando lei si butta a terra, in uno dei suoi sit-in improvvisati, il mio corpo e la mia mente sono sottoposti ad un livello di stress estremamente elevato. Il tentativo di scrivere un post a settimana è fallito, così come il tentativo di leggere costantemente una varietà di libri, per sfornare articoli freschi e ricchi di contenuti, nonché di stimoli, per me e per voi.

Sento che qualcosa nel meccanismo del mio essere mamma sta scricchiolando. Scricchiola, eh come scricchiola con quella spossatezza della sera, quando mi illudo di potermi dedicare alle mie passioni, ai miei passatempi, invece niente!!! Crollo lì nel divano, con mille marchingegni accesi e senza nessuna conclusione proficua.

A distanza di 16 mesi dal parto, ho recuperato energia, perso qualche chilo, rivelato alcune delle mie potenzialità nascoste, distrutto la mia schiena con il sali-scendi di bimbi, ho imparato un sacco di cose nuove e messo a dura prova la mia capacità di adattamento.

Felice di essere madre, di essere sua madre, felice della mia vita affettiva, delle mie amiche, felice di essere felice, eppure riconosco di essere insoddisfatta. Poi perché? Insoddisfatta perché il tentativo di tenere tutti gli aspetti della mia vita sotto stretto controllo si sono dileguati come un soffio di vento? A questo mi sono abituata e devo ammettere che mi sono salvata dai miei tentativi di perfezionismo irrealistico. Insoddisfatta perché non riesco più a sistemare casa tutti i giorni ed essere puntuale agli appuntamenti? Anche qui penso di aver imparato ad accettare i miei errori, ad essere più accogliente con quella parte di me “difettosa” ed umana. Insoddisfatta perché alle volte devo fermarmi a pensare a quanti anni compirò quest’anno? Ho capito che la demenza precoce può colpire anche me a seguito della gravidanza e dell’immersione totale nel mondo dell’infanzia. Io ci scherzo su, ma alcuni dei miei poveri neuroni si sono auto-eliminati dopo aver constatato che non li usavo da un po’ di tempo (tutta la fase del post-partum).

Le cose stanno così: mi sento insoddisfatta perché credo che al mio essere mamma manchi quello spazio mentale in cui rigenerarmi, recuperare energie da investire poi con la cucciola, sentirmi realizzata e competente. Quell’aspetto di me, su cui avevo così tanto investito, continua a dare pochi frutti, ancora meno adesso che non trovo il tempo per dedicarmi a quello che dovrebbe essere il mio lavoro. A questo si aggiunge una crisi generale, una depressione economica e psicologica delle tasche di tutti.

Quei momenti di stanchezza, quando mi sento frustrata di fronte ad un suo capriccio, dopo ore che vuole scalare su qualsiasi cosa la metta su un piano superiore, cambierebbero se mi sentissi maggiormente realizzata come professionista? Ecco, per essere una mamma felice, tra le tante cose, mi sembra essenziale sentirmi una MAMMA REALIZZATA. Certamente ho deciso le mie priorità, ma quando dico che qualcosa scricchiola, sento che il tempo dedicato a me stessa si è ridotto pesantemente, privandomi così di quel bagaglio di CAREZZE con cui mi sono sempre fatta forza.

Onestamente sento di traboccare di CAREZZE INCONDIZIONATE POSITIVE ed ho nostalgia di una buona dose di CAREZZE CONDIZIONATE POSITIVE e perfino di quelle NEGATIVE, attraverso le quali mi sono sempre spinta a migliorare, ad andare oltre i miei limiti momentanei, a scalare conoscenze sconosciute fino a quel momento di scossa, a desiderare obiettivi quasi ambiziosi. Ecco che cosa mi manca, quella tensione alla ricerca di un continuo miglioramento, quel brivido di fame di stimoli che sembra quasi si sia placato nella mia stanchezza mentale. Per ogni mancanza rimane sempre uno spazio da colmare e basterebbe mettersi in moto, ma sembra che la stanchezza generi altra stanchezza in una sorta di circolo vizioso. Credo sia arrivato il momento di rompere il cerchio e di riprendere parte dello spazio vitale che mi appartiene, di rivedere le priorità e riorganizzare la mia vita tenendo conto di me stessa e del mio essere mamma. Ne conseguirà che soddisfazione genera soddisfazione. Un nuovo equilibrio si affaccia all’orizzonte, si tratta di riprendere le cose sospese e cercare di chiuderle.

Come posso fare? Sarebbe utile per me mettere per iscritto tutte le cose lasciate incompiute e quelle che vorrei iniziare, per poi assegnare un punteggio da 1 a 10 su una scala di importanza per questo momento della mia vita. Fatto questo, stilo la classifica. Vedere le cose scritte su un pezzo di carta ha sempre il suo fascino e potrebbe servire ad attivarmi. L’ordine mentale aiuta poi a darsi un ordine nelle azioni da compiere senza sprechi di energie e come mamme non ce li possiamo permettere!!!

Così questo post per sfogarmi, per non sentirmi sola e per compagnia a tutte quelle mamme che in questo momento si sentono particolarmente oberate.

Adesso inizio a scrivere la mia lista delle PRIORITÀ, voi ne farete una vostra?

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14 Risposte to “Mamma che insoddisfazione!!!”

  1. Mariapaola un'educatrice per mamma marzo 13, 2013 a 2:37 pm #

    Ho letto questo post tutto di un fiato, perchè mi sembrava di leggere dentro di me…
    Solo chi prova questo turbinio di sentimenti può capire la gioia, ma anche il senso di soffocamento che ci assale.
    Io mi sono sempre divisa tra mille lavori e passioni che mi facevano sentire viva, ma mi mancava qualcosa… Quando sono diventata mamma e questo pezzo mancante sembrava aver trovato il suo posto, ho dovuto riunciare a lavoro e passioni e, allora, di nuovo mi sono sentita incompleta… certo meglio di prima, perchè mia figlia mi rende Felice con la “F” maiuscola, ma non totalmente realizzata. Sì, perchè non accetto di dover scegliere. Per mio marito è certamente cambiato qualcosa da quando è papà, ma lui continua a fare tutto ciò che faceva prima e, in più, ora ha una bimba che lo adora. Io, invece, non posso lavorare -almeno per il momento- e non posso prendere impegni stabili, perchè non ho nessuno che mi sostituisca con la bimba, nè abbastanza soldi per nido o tate.
    Ad un certo punto, però, ho deciso di svoltare e riprendermi un po’ di spazio per me. Ho iniziato a collaborare con alcuni siti internet, sono diventata blogger e quando posso collaboro con un asilo per bimbi extracomunitari.
    Quando la mia bimba si rotola per terra nel pieno dei terrible two, esco dalla stanza, faccio un bel respiro e poi torno da lei, cercando di non urlare, consapevole che anche questa fase passerà!
    Grazie, perchè hai dato anche a me la possibilità di sfogarmi e in bocca al lupo 😉

    • Giuseppina Mura marzo 13, 2013 a 8:28 pm #

      Grazie a te, Maria Paola, per la profonda e ricca condivisione.

      • Mariapaola un-educatrice-per-mamma marzo 13, 2013 a 9:05 pm #

        L’ho fatto con piacere 🙂

  2. Federica aprile 14, 2013 a 7:49 am #

    Partorito in casa. Allatto da 15 mesi a richiesta. Baby blues mai provati!
    Tanti alti e bassi ma sempre energie riprese.
    E ora? Da una settimana mio figlio si sveglia 6/7 volte a notte… Io mi alzo alle 6.30 e vado a lavorare fino alle 14. Ho scelto il part time e inevitabilmente rinunciato ad un ruolo di rilievo nella mia azienda. Non ho energie che per lui. MM lavora dal lunedì al sabato e 2 domeniche su 4. Sono stanca. Sì. Anche io sono giorni che mi trascino e le lacrime sono sempre lì pronte ad affiorare. Ripartire da un elenco di cose, idee, obiettivi… Ci vuole energia per farlo e a volte non si trova. Anche mio figlio inizia a esprimere una volontà forte. Che si oppone. Ho molta pazienza ma anche quella consuma energie.
    Leggere questo post mi fa capire che è un sentire forte ma che forse, come tutti i momento di crisi, necessario al cambiamento. All’ascolto delle proprie necessità.
    Non facile ovviamente.

    • Giuseppina Mura aprile 14, 2013 a 11:51 am #

      Hai proprio ragione quando dici che la pazienza consuma energie e nel cercare di essere costantemente pazienti la stanchezza si fa sentire. Le crisi come tali portano al cambiamento, è il passaggio che è faticoso. I nostri piccoli spazi, creati prima dentro di noi e dopo all’esterno, ci permettono di recuperare le forze necessarie per portare avanti questo meraviglioso percorso di crescita nella genitorialità.
      Ti ringrazio Federica per la forza che esprimi.

  3. Federica aprile 14, 2013 a 2:00 pm #

    Grazie a te!!! In questa domenica di sole mentre mio figlio riposa e mio marito lavora la lettura del tuo blog mi sta dando tante energie positive! Complimenti!!!

  4. natalia maggio 29, 2013 a 3:33 pm #

    Care donne, cui mi sento complice per comune condizione. La mia insoddisfazione nasce un anno prima della gravidanza,quando per amore ho lasciato la città in cui avevo il mio mondo amicale ed affettivo ed una parvenza di lavoro. Infatti ho ancora la lucidità per ammettere che probabilmente il mio ruolo da p.r. sarebbe stato attaccato dalla crisi un po ovunque in Italia. Dunque già prima del parto non lavoravo piu. Scelto di condividere la vita col mio attuale marito, allora compagno…scelto di abbandonare le mie velleità lavorative. ..mi trasferisco in una città diversa dalla mia, mi sposo, ad un mese dal matrimonio scopro la gravidanza.Ed ecco che un anno fa nasce Sophia e muoiono cosi le mie speranza di ritrovare un’agognata identita professionale ed autonomia finanziaria.Si infatti tutto crolla attraverso e per mezzo di una scelta d’amore. Scegliendo prima di amare mio marito e poi naturalmente di amare ed adorare la mia Sophia, tutto di interrompe. Vedo cosi scardinarsi ogni mio faticosissimo equilibrio.Ogni mia speranza di autonomia di scelta.E piu tragicamente vedo esaurirsi ogni mia brillante capacità cognitiva ed espressiva. Caduta rovinosamente in uns sorta di letargo intellettuale e culturale, mi ritrovo in un piccolo paesino siciliano a fare la mamma di una bimba che non vuol mangiare, tutto ciò perché ho scelto di amare un uomo che sebbene mi ami non mi basta. Desidero avere una mia vita libera di decidere contestualmente ai miei desideri” e non contestualmente al rimandarli se si può”!

    • Giuseppina Mura maggio 29, 2013 a 4:02 pm #

      Cara Natalia come ti capisco!!! Il nostro è un comune pensare rispetto all’argomento…le scelte d’amore che hanno poi un risvolto faticoso.

  5. Lisa giugno 23, 2013 a 7:25 pm #

    Scoperto oggi questo blog, lascio volentieri un post per dirvi che è fantastico trovare un contesto così pieno di ascolto e privo di giudizi!!! Brave! Da parte mia vorrei lasciare una piccola nota di ottimismo. Sono sicura che tutte le esperienze che state vivendo e che producono anche frustrazione e disperazione, portano SICURAMENTE anche una crescita, l’ampliamento dei propri strumenti, umani, certo, ma utili anche in futuro per ridefinire la propria identità professionale. Che sarà più ricca e complessa. Ho due figli di 5 e 7 anni, e, disperata per aver a volte avuto la certezza di aver sbagliato, altrettante volte ho cercato di rimediare, compensare, aggiustare… E adesso guardando i miei figli sono fiera di me, ma so che non dovrò mai mollare. Con simpatia…… Lisa

  6. hollymarie86 aprile 26, 2016 a 3:00 pm #

    Questo post mi ha fatto sicuramente sentire meno sola. Con due bimbi piccoli (uno di 4 e l’altra di 2… Sì i TERRIBILI due anni!), mi sento spesso anche io sull’orlo di una crisi di nervi e decisamente insoddisfatta. Proprio stamattina la piccola dava di matto, strillando sul pavimento e non volendo farsi vestire. Sono andata in paranoia totale su quanto sia frustrante questa vita da mamma. Alla fine non ho gettato mia figlia dal balcone (anche se un pensierino ce l’ho fatto) ma ho fatto una cosa più saggia: ho cercato su internet qualcosa che mi rassicurasse, e ho scoperto il tuo blog. Grazie x le sante parole!

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