Una settimana “da febbre”

21 Feb

Piedi, perchè li voglio se ho ali per volareÈ sera e la bambina dorme finalmente. Era proprio stanca, ha saltato il sonnellino pomeridiano.

Ha avuto la febbre tutta la settimana e io mi sento veramente affaticata. Non poter uscire all’aperto, non andare all’asilo, non invitare amichette a casa per la merenda, ci mette a dura prova. Le giornate sembrano interminabili e le attività fatte e proposte sono state infinite.

Seduta sul divano, guardo lo scenario di fronte a me che dovrò sistemare entro cinque minuti prima che mi rilassi troppo e non riesca più ad alzarmi. Ha lasciato il cavalcabile parcheggiato in mezzo alla stanza con la scimmietta che fa capolino dallo sportello rimasto mezzo alzato, il servizio da caffè sparpagliato per il tappeto, il pallottoliere in bilico tra un pezzo di divano e l’altro e la scatola dei tesori inesplorati a metà strada. Se ripenso a che cosa abbiamo fatto insieme oggi, direi che abbiamo giocato con tutto, cioè con tutto tranne che con i giochi che ha lasciato in giro. Quelli li ha presi e poi mollati, sedotti e abbandonati in un batter di ciglia alla prima distrazione in agguato.

In effetti, la Cucciola gioca con tutto ciò che non è giocattolo all’interno della nostra casa. È ormai un dato assodato e noto: preferisce gli oggetti di utilizzo quotidiano. Nel tentativo di riprodurre tutto ciò che vede fare a me o al papà, la sorprendo in comportamenti che mi scimmiottano e che mi mettono davanti allo specchio, senza filtri. Dopo tutto chi, più dei figli, ci mette di fronte a noi stessi, a parte gli psicoterapeuti? (;P)

Nel suo tentativo di imitazione, crea soluzioni di utilizzo delle cose, sempre nuove e a cui io non avrei mai pensato. La sua ottica nel guardare il mondo che la circonda parte da circa 80 cm di altezza e da una sorprendente capacità di sintesi delle mille azioni che vede compiere davanti ai suoi occhi ogni giorno. A pensarci bene, il riciclo creativo sembra una sua prerogativa e non voglio avanzare ipotesi di ereditarietà rispetto a certe inclinazioni. In ogni caso, potrei prendere spunto da lei per diversi articoli casalinghi:

  • la scopa e la paletta, oltre a raccogliere briciole e varie da terra, possono essere usate come bandiere da sventolare per aria, anche senza stare troppo attenti a persone e sopramobili intorno;
  • le pentole, oltre alla loro normale facoltà di aiuto a cucinare il cibo, possono essere portate in bagno e messe dentro la vasca, sia per capirne la profondità, sia perché non si sa mai manchi l’acqua calda e serva far riscaldare quella fredda;
  • il cellulare, sappiamo bene che oltre le chiamate ha una miriade di funzionalità super tecnologiche, quindi la cucciola si diverte a farmi scoprire funzioni che non avrei mai pensato che esistessero, premendo a caso e contemporaneamente tutta una serie di tasti che ancora non ho ben memorizzato per poter arrivare allo stesso risultato. Inoltre le chiamate possono essere effettuate poggiando il cellulare non sull’orecchio, ma dietro l’orecchio;
  • il citofono serve per accogliere le persone che arrivano, quindi oltre ad aprire la porta, serve a salutare tutti i passanti a qualsiasi ora della giornata;
  • il telecomando, serve a cambiare canale, ma può essere usato come telefonino, sempre dietro l’orecchio;
  • il portafoglio della mamma, serve a contenere i soldini e i documenti, ma può diventare una fisarmonica se si aprono tutte le taschine e si levano tutte le tessere che ci sono dentro;
  • la borsetta della mamma, serve a contenere degli oggetti, ma può essere usata come scatola dei tesori, basta rovistarci dentro e tirare fuori tutto quello che si trova perché ogni giorno potrebbe celarsi una nuova sorpresa, come faceva Mary Poppins con i suoi bambini;
  • i libri della mamma, possono essere non solo letti, ma anche usati come block notes. Li prende uno per uno dalla libreria e spesso li autografa sulle pagine già scritte, giusto per non sprecare fogli;
  • la carta igienica, non serve che spieghi il suo comune utilizzo, ma la cucciola sa che può essere usata per misurare la profondità del wc e per testare il buono stato dello scarico (pezzo per pezzo vuole capire che fine fa la carta dentro il water, così qualche giorno fa, si è stufata di andare ad agio e ne ha buttato dentro un rotolo intero; per fortuna non si era del tutto inzuppato e ho potuto tirarlo fuori senza sporcarmi troppo);
  • gli ombrelli, oltre a riparare dalla pioggia, sono delle ottime stampelle da utilizzate non sotto le ascelle, ma ad altezza fronte; uno dei due ombrelli a disposizione è diventato improvvisamente ciccione: un pomeriggio ho sentito uno scricchiolio e poi per terra ho trovato qualcosa che assomigliava al suo pulsante. In poche parole il pulsante è “volato a seguito di un’esplosione” e la molla interna ha fatto allargare le stecche. Ovviamente la regista è stata la cucciola;
  • il divano può essere un buon strumento di riposo, ma può diventare una pista per fare il salto in lungo o una parete di arrampicata. È diventato per lei come il Monte Everest per Messner (si allena a casa prima di andare a fare il corso da zio Luca alla Vertical Park);
  • i cassetti servono a tenere in ordine le cose, ma possono aiutarti a mantenere tonici i muscoli delle braccia a furia di aprirli e chiuderli per parecchie serie; se poi ci sono i vestiti ben piegati da mamma, il lavoro è ancora più faticoso e tonificante, basta toglierli tutti fuori per poi doverli ripiegare;
  • i vestiti, non vanno solo indossati, ma si possono anche appoggiare sotto il mento e pensare di averli indossati “cogito ergo sum”. Si è convertita ai travestimenti, così mette due tre cose tra le spalle e il collo, poi mi guarda e mi dice: “tao”, muovendo la manina a mo’ di principessa;
  • la lavatrice serve a lavare i panni, ma anche come culla: ci mette qualsiasi cosa trovi in giro…l’ultima volta ha tentato di adagiarvi un coccodrillo pieno d’acqua, reduce dal bagnetto con lei;
  • gli asciugamani servono ad asciugare e della serie “non si butta via niente”, possono essere usati per aiutarmi a pulire per terra o per spolverare;
  • l’apparecchio per l’aerosol è certamente uno strumento medico, ma si può usare la mascherina per fare le sfilate in casa, il nuovo “modello Giuditta”;
  • il banchetto-scala per gli armadi, è un aiuto per la mamma che non arriva in alto, ma è anche un cavallo nella stalla (ci sale sopra e inizia a fare il verso del galoppo);
  • il lettone servirebbe per riposarsi, ma si trasforma in tappeto elastico, ci salta sopra, sbatte il poggia testa contro il muro provocando dei rumori che potrebbero sembrare “molesti” ai vicini di casa, si attorciglia al piumone e si nasconde la testa tra i cuscini
  • il suo lettino, oltre alle belle dormite, serve come ring in cui avvengono i combattimenti con i peluche: adora farsi mettere dentro e tirare fuori quello che c’è buttandolo giù dalla sbarra. Quando ho visto che iniziava a tirare fuori anche le lenzuola, ho fatto in modo di farle trovare dentro tutti quei peluche mai considerati perché non di suo interesse se non per scaraventarli lontano dal suo spazio;
  • le scarpe servono per camminare, ma anche come scaccia-pensieri; si è fissata con un paio di scarpe da ginnastica che ha ben tre linguette da far aderire al feltro, quindi anche in casa vuole mettere quelle, credo che le abbia scambiate per delle molle. Adesso ha imparato ad infilarsi le mie scarpe e si muove piano piano come una giapponesina che avanza passetto per passetto;
  • la porta di casa non serve solo a delimitare un confine e a fare entrare-uscire le persone, perché può diventare un tamburo sonoro; da quando ha osservato la sua amica Sà, sbattere il passeggino del bambolotto sulla porta, ha scoperto che si produce un suono alquanto fastidioso per gli adulti, quindi tenta di riprodurlo per rivedere quella mimica contrariata sul nostro viso. Ha inventato una variante al gioco, a parte il passeggino, ora usa anche il cavalcabile.

Insomma, forse le ditte di giocattoli, in casa nostra, non farebbero grandi affari se lasciassi l’economia domestica in mano alla bimba. Qualcosa la ricaverebbero solo per merito di quel mio famoso bisogno infantile di comprare giochi.

La cucciola certamente non ha bisogno di tanto per giocare, ogni oggetto è stimolo, è esperienza, è vita per lei.  Lascio che esplori l’ambiente, che assapori la libertà di usare le cose con immaginazione, seguendo la sua logica fantasiosa che a noi adulti non è dato conoscere nei particolari.

E mentre lei si diverte a vivere, io vivo divertendomi con lei (e mentre rileggo per correggere quello che ho scritto, mi accorgo che questa settimana di febbre tanto faticosa è già alle spalle ;D ).

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