Vorrei che fosse più…

3 Feb

Margot e Escargot particolareOggi è domenica e questa mattina la cucciola si è svegliata al solito orario. Per lei non esistono giorni della settimana, né giorni dedicati al riposo, solo la sua sveglia fisiologica. Apro gli occhi e penso: “Noooo, anche oggi tocca alzarsi presto. Come vorrei dormire ancora! Se solo fosse più dormigliona…”. Poi il suo papà, con un occhio mezzo aperto e l’altro chiuso, si alza sbattendo contro il comodino e dice: “Ma perché non dorme di più almeno la domenica?”. E nonostante io abbia pensato la stessa cosa, faccio la parte della mamma ragionevole e, consapevole dei miei pensieri adultocentrici, gli rispondo: “è una bambina, è ancora piccola per avere la percezione del tempo come noi”…eppure un attimo prima, avevo desiderato che lei fosse diversa da come è, in quel baleno avrei voluto che lei avesse già acquisito la capacità di discriminare i giorni della settimana, di individuare le diverse attività dei festivi e dei feriali. Insomma, una piccola pretesa non manifesta che lei fosse più “grande” rispetto alla sua età cronologica. Mi sono chiesta: quante volte, senza rendercene conto, vorremmo che facessero delle cose che ancora non sono in grado di fare? 

Spesso desideriamo che i nostri figli siano diversi da come sono, mettendoli al pari nostro e trattandoli come persone adulte. Il “sei grande” che spesso rivolgiamo al bambino per invitarlo a fare ciò che noi vorremmo, può avere vari obiettivi: semplificarci la vita, non fermandoci a riflettere su che cosa ci aspettiamo dal bambino e il motivo per cui ce lo aspettiamo; metterci alla pari, per non cambiare prospettiva ed entrare mentalmente nel mondo dell’infanzia tanto diverso dal mondo adulto; saltare in avanti, costringendo il bambino ad accelerare il percorso, oltrepassando alcune tappe fondamentali della sua evoluzione.

Questo correre in avanti che caratterizza la nostra società, diventa un’arma a doppio taglio per i bambini che vengono certamente stimolati a guardare il nuovo con maggiore interesse, ma vengono destabilizzati da continue richieste di adattamento. In genere le richieste che gli adulti rivolgono ai bambini, hanno a che fare con: l’ESSERE (difficile per i bambini che devono ancora costruire una loro identità ben definita), il FARE (produrre qualcosa con intenzionalità o fare qualcosa che porti ad un beneficio visibile), il SAPERE (il bambino viene continuamente sollecitato ad imparare cose nuove e la sua fantasia, creatività, persino il gioco potrebbero essere visti come perdita di tempo).

Concepire il bambino come “piccolo” e non come “grande” non significa averne una visione bloccata, ma avere un’immagine di piccolo che si evolve, in una data fase di vita, con tutte le modalità di pensiero, emozione, percezione, sensazione e comportamento tipiche dell’infanzia.

Nello sviluppo psico-fisico del bambino si collocano delle tappe fondamentali che vengono raggiunte in una precisa fase della vita. Spesso queste tappe sono precedute da un periodo di preparazione a cui si succede un periodo in cui diventa palese il raggiungimento e il rafforzamento dell’abilità acquisita. Tale periodo di incubazione e di consolidamento può durare da qualche mese a qualche anno, variando da bambino a bambino. Il ritmo di crescita, infatti, è soggettivo e può essere accelerato, proponendo degli stimoli diversi e consoni al bambino, o rallentato, se al bambino vengono meno alcune esperienze fondamentali. La proposta di stimoli deve essere adeguata alle condizioni psico-fisiche ed emotive del bambino. Un eccesso di stimolazione può procurare uno stato di malessere e disagio al bambino che non sarà quindi in grado di assimilare le informazioni ricevute (es. proporre a tre mesi un giochino che non è in grado di afferrare).

Generalizzando, spesso ai bambini viene chiesto spesso di essere più:

  • Responsabili. Il senso di responsabilità è qualcosa che non appartiene prettamente al mondo dell’infanzia. Posso aspettarmi che mio figlio sia responsabile sulla base dei comportamenti che assume quando lo coinvolgo in qualche attività (es. gli chiedo di apparecchiare la tavola insieme a me e gli affido un piatto o un bicchiere e lui risponde alla richiesta in maniera positiva dimostrando attenzione e responsabilità rispetto alla situazione), ma talvolta facciamo delle richieste eccessive ed etichettiamo il bambino come “irresponsabile” quando:
  1. Non ha voglia di ascoltare le richieste dell’adulto in quel determinato momento (es.  sta giocando e noi gli chiediamo di venire a leggere/sfogliare un libro perché in quel momento ci viene in mente che è utile familiarizzare con i libri);
  2. “Non sente” quello che l’adulto gli ha già ripetuto più volte (es. gli chiedo di giocare con il fratellino, mentre lui sta costruendo un puzzle, è concentrato e “lascia fuori” l’altro);
  3. L’adulto non riesce a sollecitare la sua attenzione (es. gli chiedo di apparecchiare la tavola, senza coinvolgerlo in maniera divertente e comprensibile per lui);
  4. Il bambino è troppo motivato ed esegue i compiti anche sotto stress pur di non dire No ai genitori (es. non si lamenta mai, non esprime il suo disaccordo per paura di perdere l’affetto delle figure di riferimento);
  5. L’adulto fa una richiesta in maniera frettolosa, senza chiarezza e semplicità (es. la mamma è in ritardo ad un appuntamento e di corsa dice al figlio: “Sbrigati”, senza dirgli che cosa deve fare di preciso per uscire con lei).
  • Flessibili. La flessibilità contempla la capacità di problem-solving (saper risolvere problemi) e di decision-making (saper prendere decisioni). Inoltre, la flessibilità si lega ad un concetto di sé stabile e Io sono OK (autostima), per cui se cambio obiettivo o itinerario, rimango sempre IO. In età evolutiva, tali competenze sono ancora in formazione, quindi non raggiungono dei livelli elevati. Quando ci rivolgiamo ad un bambino, spesso ci aspettiamo sia flessibile quando facciamo un cambiamento di orario o programma che avevamo concordato insieme (es. decidiamo di andare insieme allo zoo e all’ultimo momento gli diciamo che non ci possiamo più andare perché abbiamo avuto un imprevisto, aspettandoci che capisca prontamente la situazione). Di fronte a frequenti cambiamenti, il bambino può giungere a delle conclusioni: “Se non insisto e faccio il bravo, posso ottenere qualcosa”, “Non devo interessarmi a niente, tanto decidono sempre gli altri per me”, “Meglio dire si, altrimenti succede qualcosa di brutto”, “Non mi interessa capire il cambiamento, tanto mi va bene tutto comunque”, “Mi adatto perché lo ha detto la mamma e io voglio bene alla mamma”.
  • Coerenti. La coerenza porta spesso a delle rinunce (in base alla strada che si vuole seguire) e si lega alla consapevolezza di una linea di condotta che la persona ha scelto. Per i bambini è difficile mantenersi coerenti in quanto spesso agiscono seguendo il loro “sano” egocentrismo, per cui cambiano direzione o idea se al momento gli conviene per ottenere ciò che vogliono. Inoltre, non sono in grado di associare eventuali rinunce alle decisioni già prese.
  • Costanti. La costanza è caratterizzata da regolarità e prevedibilità e per questo è molto apprezzata da noi adulti, in quanto offre sicurezza. Se in alcuni momenti possiamo aspettarci costanza dal bambino (es. il bambino fa la pipì nel vasino da un anno), dobbiamo fare attenzione a quando gli apprendimenti che ci aspettiamo non sono ancora consolidati (es. il bambino sta imparando a fare la pipì nel vasino e non la fa addosso da tre giorni, per cui può succedere che al quarto giorno possa scappargli). Nel pretendere che il bambino sia costante, è importante che noi adulti mostriamo costanza, senza troppa variabilità nei nostri stessi comportamenti, pensieri ed emozioni. Noi stessi dobbiamo allenarci a tollerare l’attesa nel percorso evolutivo del bambino, tenendoci costantemente consapevoli di come agiamo, pensiamo e sentiamo. Questo è necessario per poter spiegare al bambino il perché una data cosa va fatta con costanza (es. andare a dormire alla stessa ora).
  • Altruisti. L’altruismo è una competenza che si lega, ancora una volta, ad un buon livello di autostima, per cui il bambino può pensare: “Sono sempre Io, anche se vado incontro alla richiesta dell’altro” e sa che può stare sereno perché noi ci saremo sempre se ne avrà bisogno. L’acquisizione dell’altruismo è un processo che segue il percorso dell’autonomia e dell’identità, per cui man mano che il bambino diventa capace di concepirsi come persona in sé, unitaria, separata e distinta, manifesterà comportamenti che vanno incontro all’altro (es. prestare un gioco, accettare le scuse, accontentarsi). È difficile, quindi, per un bambino arrivare a mettersi nei panni dell’altro in quanto è ancora auto centrato e focalizzato sulla soddisfazione dei propri bisogni.
  • Spiritosi. L’essere spiritosi richiede l’abilità di capire il doppio senso di alcune parole, i paradossi, il significato dei segni; quindi bisogna saper operare sul piano simbolico-astratto. Spesso ci si aspetta che il bambino ci segua nelle nostre battute di spirito, mentre trascuriamo il fatto che lui rimanga legato al significato concreto delle parole. Capita spesso che ad una nostra battuta, il bambino si metta a piangere, si senta deriso ed umiliato, perché non ne capisce il significato e l’intenzione scherzosa.

Per noi adulti, essere “grande” riferito ad un bambino, diventa la somma di tutta una serie di competenze: coerenza, costanza, responsabilità, altruismo, moto di spirito. Sappiamo bene che queste abilità hanno bisogno di tempo perché vengano acquisite e consolidate, eppure, spesso ce ne dimentichiamo. Chiedere al bambino di essere competente rispetto a delle abilità che ancora non è in grado di acquisire, lo espone al rischio di insuccesso, quindi ad una situazione di frustrazione sia per lui che per noi genitori. Attenzione quindi a non forzare i tempi e a pretendere in maniera irrealistica abilità “adulte”.

Per aiutare la maturazione di tutte queste abilità suddette, è essenziale darne esempio. Se noi in prima persona, come genitori, non ci mostriamo costanti, coerenti, responsabili, altruisti e spiritosi, i nostri bambini si troveranno davanti a richieste “vuote”, senza avere una strada concreta da seguire. Chiedere al nostro bambino di essere altruista e poi mostrare comportamenti egoistici, lo espone alla confusione tra messaggi verbali e non verbali, quindi si sentirà, con buona probabilità, disorientato.

Il bambino copierà il comportamento dell’adulto che stima e che ritiene degno di imitazione. Inizialmente, quindi, metterà in atto lo stesso comportamento dell’adulto, sul piano del FARE, senza capirne il perché e senza coinvolgimento personale.

Quando siamo noi a chiedere direttamente un comportamento da grande (es. infilarsi il giubbotto senza fare storie perché abbiamo deciso noi che dobbiamo uscire), gli chiediamo di essere grande nel modo di ESSERE e di FARE.

Oggi, infine, si tende a chiedere al bambino di essere grande nel SAPERE, dandogli una miriade di informazioni che spesso superano la sua capacità di recepimento, senza aver sperimentato noi stessi che cosa significhi. Per esempio, si pretende che il nostro bambino a 5 anni sappia già scrivere e leggere, mentre magari noi lo abbiamo imparato alle elementari.

In realtà è necessario prestare attenzione ai vari livelli del percorso formativo del bambino, senza accelerare su nessuno, ma tenendo un’armonia tra ESSERE, FARE E SAPERE.

Se come genitori vogliamo aiutare il bambino ad essere più responsabile, dobbiamo avvicinarci a lui, “incontrarlo proprio dove lui sta” (Crosera-D’Orsi, 2008) per accompagnarlo passo passo nell’andare avanti, con naturalezza e senza pressioni. Per facilitare la flessibilità nel bambino, è opportuno spiegare volta per volta, con parole di facile comprensione, che cosa è successo e il motivo per cui si è deciso di cambiare programma; mentre per rinforzare la coerenza nel bambino, è importante sottolineare i comportamenti coerenti che mette in atto, soprattutto in situazioni già sperimentate e consolidate. Per quanto riguarda la costanza e l’altruismo, il nostro esempio è pregnante: se ci mostriamo altamente variabili nei comportamenti, pensieri ed emozioni, per il bambino è più difficile maturare degli atteggiamenti costanti; dare esempio di gratuità e di condivisione, agevolerà nel bambino l’acquisizione del concetto “NOI” vicino all’Io. Infine, per promuovere l’abilità di capire le battute e lo scherzo, è necessario aiutarlo a capire che un segno può avere vari significati ed interpretazioni.

Se vogliamo aiutare nostro figlio a sviluppare le proprie potenzialità, diamogli informazioni, offriamo stimolazioni sensoriali, invitiamolo ad esprimersi attraverso il movimento, il linguaggio, la manipolazione. Seguiamolo nel percorso, facilitandogli la comprensione degli stimoli e il loro utilizzo nei vari ambiti, rispettando pienamente il suo livello di sviluppo.

Diamogli il Permesso di “Essere piccolo” e di “Avere l’età che ha”, piuttosto che sollecitarlo ad interiorizzare l’ingiunzione-divieto “Non essere piccolo” che lo spingerà a vivere inadeguatamente una fase magica quale quella dell’infanzia, bruciando tappe fondamentali per il suo sano sviluppo psico-fisico.

Se come genitori consapevoli, siamo capaci di ridimensionare le nostre aspettative rispetto ai nostri bambini e di dargli quei permessi fondamentali, concediamoci noi stessi il Permesso di “tornare” bambini e divertirci con loro in maniera spontanea e naturale, piuttosto che correre e fare pressioni sulla scia della moda attuale. Buon divertimento 😀

Riferimenti bibliografici

Berne E., Analisi transazionale e psicoterapia, Astrolabio, Roma, 1971.

Crosera S. – L. D’Orsi, Sono piccolo non sono grande. Come far crescere un bambino senza bruciare le tappe, Armando, Roma, 2008.

Vygotskij L., Lo sviluppo psichico del bambino, Editori Riuniti University press, Roma, 2011.

Annunci

2 Risposte to “Vorrei che fosse più…”

  1. mammamanager febbraio 4, 2013 a 1:34 pm #

    parole sante!
    condivido in piano…questi bambini andrebbero lasciati in prima essere bambini!

    • Giuseppina Mura maggio 15, 2013 a 9:07 pm #

      Mammamanager, proprio così. Forse sarebbe utile per noi adulti recuperare parte della nostra infanzia per crescere veramente insieme a loro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Parla tu che ascolto io

Webwriter appassionata che sta imparando ad ascoltare

Una mamma green

Un blog per mamme (e non solo) sempre in cerca di se stesse. Un blog per mamme libere dai condizionamenti e in contatto con il proprio istinto autentico

Rem tene, verba sequentur. O anche no?

ci penso dopo. [Il club delle disfunzionali]

VOLEVO FARE LA ROCKSTAR

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

Le avventure di "Alice in Newland".

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel-aka-Ivan Baio

Nasce Cresce Rompe

Il blog molto LIFE e poco STYLE di Lara Rigo

michiamoblogjamesblog

la lotta agli occhiali neri è appena cominciata...

Passavo sulla terra leggera

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

Mo te lo spiego a papà

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

Nonsolomamma

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

50 sfumature di mamma

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

handmade, 100% puro...contatto!

cultura ed educazione ad alto contatto

io-psicologa

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

Impronta di mamma

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

Le stanze della moda

Disquisizioni di una mamma nel mondo della psicologia

Parola di Laura

Una eco mamma creativa

MammaImperfetta

Una mamma imperfetta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: