Che cosa farei per quel sorriso a 4 denti e mezzo

9 Gen

Il gioco dei bambini è l’equivalente del lavoro per gli adulti ed è proprio bello andare a lavorare insieme a mia figlia. Lei a giocare e io a vedere lei che gioca con altri bambini. Che fortuna! Lavoriamo nello stesso posto: l’asilo.

La mattina ci svegliamo insieme…appena sente il mio respiro “sveglio”, lei si alza dritta sul lettino e piagnucola per far sentire che è sveglia anche lei. La prendo in braccio e le levo il suo sacco nanna, dopo andiamo a dare il buongiorno a tutte le finestre: “Buongiorno panni stesi”, “Buongiorno piantine di papà”, “Buongiorno traffico della strada”…perché voglio che per lei sia sempre un buon giorno anche per il solo motivo di svegliarsi ed esistere.

Facciamo colazione e mentre lei mangia i suoi fantastici crackers (non c’è modo di variare menù per ora), io le preparo il pranzo per l’asilo tra “mozzichi e bocconi”, un sorso di caffè e metto l’acqua per la pasta, mangio un biscotto e butto la pasta, un altro sorso di caffè e scolo la pasta, il secondo biscotto e condisco la pasta. Poi di corsa a sistemare qua e là la casa, giusto per darmi l’illusione di continuare a tenerla in ordine, da quando non so più che cosa vuol dire avere la casa ordinata. Vado a vestire lei, le solite cose comode per far si che si senta libera nei movimenti durante il suo “lavoro”. Lei è pronta e io faccio i salti mortali per farmi una doccia volante, mentre gironzola per il bagno a fare coriandoli con la carta igienica, a buttarmi dentro la vasca qualsiasi cosa le capiti (ci ha provato perfino con il mio cellulare) oppure a farsi una seconda doccia nel bidet perché ha imparato ad aprire l’acqua.

E finalmente siamo pronte tutte e due, usciamo da casa e andiamo alla macchina. Solita sua protesta per non volersi sedere nel seggiolino e io che sudo sette camicie con il giubbotto infilato, nel tentativo di mantenere la calma e spiegarle che tra poco sarà di nuovo libera. Si calma appena canto, funziona sempre, sa che ci sono le sue canzoncine in macchina e comincia a cantare anche lei, sputacchiando qua e là.

Pronti, partenza, via…svolta a destra e primo semaforo.

Dura un po’, mi volto a guardarla. Ma è proprio mia figlia? È come la immaginavo prima che ci fosse? È lì, materializzata dopo anni di fantasie su come sarebbero stati i miei figli quando e se fossero arrivati. So che non la immaginavo così…così uguale al papà, così dolce e caparbia, così canterina e ballerina, così socievole ed esploratrice, così avventurosa ed impegnativa.

Mentre aspetto che scatti il verde del semaforo, è lì con il suo cappellino invernale stile colbacco russo, la sciarpa tutta storta perché cerca di sfilarsela e i suoi occhioni che guardano fuori dal finestrino. Gira lo sguardo verso di me e mi sorride…mi si riempie il cuore e mi viene da dire “Grazie”…allora penso, ma che cosa sarei capace di fare per quel sorriso a “quattro denti (quasi cinque)”? Dire che andrei in capo al mondo oppure che prenderei la luna sarebbe retorica, ma per lei so che sarei disposta a fare tutto quello che per me è impossibile:

  • Correre per un’ora al giorno al parco sotto casa;
  • Iscrivermi in Medicina e per poi fare la Specializzazione in Urologia;
  • Mangiare il formaggio stagionato e le cipolle;
  • Fare una dieta ipocalorica;
  • Stirare tutti i panni degli inquilini del condominio;
  • Farmi assumere in un call-center;
  • Vendere prodotti porta-a-porta;
  • Masticare una gomma alla fragola;
  • Graffiare con le unghie la lavagna che avevamo alle scuole medie;
  • Camminare sulla neve con le scarpe da ginnastica in tela;
  • Cantare in Piazza del Popolo, gremita di gente;
  • Leggere gli ultimi libri di Dan Brown;
  • Mettermi il piercing sulla lingua;
  • Darmi all’ippica;
  • Fare bungee-jumping;
  • Iniziare un corso di danza classica;
  • Saltare qualsiasi appuntamento con le amiche per una settimana;
  • Innaffiare tutti i giorni le piante del papà;
  • Sorridere quando arrivano le bollette da pagare;
  • Vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto;
  • Dire sempre: “Ma qual è il problema?”;
  • Essere sempre comprensiva e amorevole con mio marito;
  • Ascoltare musica elettronica nei tragitti in macchina;
  • Cercare parcheggio al centro di Roma per diverse ore;
  • Nuotare al largo, in mare profondo;
  • Regalarmi un bel gattino per combattere la mia paura irrazionale;
  • Dormire con la musica, la luce accesa e le coperte fissate sotto il materasso;
  • Stare in giro una giornata sotto la pioggia e senza ombrello;
  • Indossare un tubino e scarpe tacco 12 per andare a fare la spesa;
  • Indossare la tuta da ginnastica per una Cerimonia;
  • Tagliare i capelli a zero;
  • Credere a tutto, quindi anche a “l’asino vola”;
  • Partecipare ad una conversazione nella quale c’è qualcuno che sostiene che gli uomini non sanno accudire i bambini, senza dire una sola parola o storcere il naso;
  • Parlare senza senso per un pomeriggio intero;
  • Andare al cinema a vedere un Cine-Panettone;
  • Fare scenate in mezzo alla strada;
  • Protestare ad alta voce mentre faccio la fila alle Poste;
  • Stare zitta per ore mentre vedo mio marito fare confusione in cucina;
  • Imparare una perfetta pronuncia della Lingua Inglese.

Ecco farei il MIO IMPOSSIBILE per Lei.

E voi che cosa fareste per vostro figlio?

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3 Risposte to “Che cosa farei per quel sorriso a 4 denti e mezzo”

  1. fiore gennaio 9, 2013 a 11:14 pm #

    La prima risposta che mi è venuta in mente è che per Emma … farei un altro figlio … qualcuno che le faccia compagnia lungo la strada della vita in modo diverso dai genitori, qualcuno da coccolare e accudire come solo lei sa fare, qualcuno a cui amerebbe leggere i suoi “libi”.
    Per lei darei vita …a un’altra vita.
    Malgrado tutti i dubbi che ogni tanto sfiorano la mente Penso a quanto poco tempo avrei per me stessa, al punto di vista economico e di spazio.
    Poi la vedo mentre la sera, dopocena, gioca con le sue cose nella sua camera, butta giu’ tutte le costruzioni poi le rimette apposto, mi racconta la storia di Babbo Natale e poi “Mamma voglio andare a letto mi metti un po’ di musica?”
    Ha tanti amichetti e cugini ma il calore di un fratello o sorella, la complicità e la serenità di andare a dormire e risvegliarsi con un amico per la vita, qualsiasi cosa succeda … ! Oltre alle mille cose che farei per mia figlia questa è la prima a cui ho pensato.

  2. Ines Marras aprile 8, 2013 a 8:33 pm #

    non potevo non leggere cosa accompagnava i ritratti di sara e freya … e una fata panettiera, nonchè mamma e maestra, ormai per hobby, é rimasta affascinta dalla lettura di mamma e baby al parco, quanti ricordi e quante considerazioni, grazie!

    • Giuseppina Mura aprile 9, 2013 a 6:35 pm #

      Grazie Ines per averci letto…aspettiamo un po’ di magia da questa fata panettiera…un abbraccio

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