Si alza in piedi sul seggiolone!!!

12 Nov

 

“… Mi piaceva restar
Sempre in piedi sul seggiolino
Con il naso all’insù
Io vedevo passar
Mille cose dal finestrino

Era come vedere un bel film
Tutto a colori di fronte a me…”.

Adriano Celentano, da “Se Sapevo Non crescevo”

Da quando Greta ha iniziato a camminare da sola, mette in atto dei comportamenti sempre più nuovi e creativi. Mentre prima mangiava serenamente seduta sul suo seggiolone, in attesa che arrivasse passivamente il cucchiaino con la sua pappa, adesso si diverte a mangiare mettendosi continuamente in piedi,  con il rischio di cadere e farsi male. Più volte la rimetto seduta, lego la cintura di sicurezza e altrettante volte lei riesce a divincolarsi e a rialzarsi con tanto di sorrisino soddisfatto.

È proprio questo sorrisino che mi ha aperto un mondo. Mi sono chiesta “Che cosa c’è da ridere nell’alzarsi in piedi in continuazione?”. Ho provato a mettermi nei suoi panni, ad osservare il mondo dal punto di vista di una bambina di 12 mesi e ho capito che anche io avrei sorriso. Avrei sorriso per vari motivi.

Prima di tutto per il senso di conquista nel mettermi in piedi dopo aver forzato persino una cintura di sicurezza (quanto mi sentirei competente e capace!!!). Secondariamente avrei sorriso nel guardare il mondo da un’altezza diversa dal solito (come salire su un disco-volante). Inoltre, avrei sorriso per provare a far cambiare l’espressione accigliata di mamma (“Adesso riesco a leggere le emozioni nel volto della mamma e capisco che è un po’ arrabbiata e non mi piace”). Infine, avrei sorriso per mettere alla prova la mamma e vedere se quello che dice è vero (“Chissà se non devo mettermi in piedi sul seggiolino neanche questa volta?!”).

È centrale capire il vissuto del bambino nel disobbedire costantemente ad una regola ed è altrettanto centrale trovare una soluzione pratica per gestire al meglio la situazione. Sicuramente ho individuato ciò che andrebbe evitato con cura, perché inutile al fine di risolvere il problema:

  • Fare il braccio di ferro (insegnerei al bambino a fare muro contro muro);
  • Fare sfuriate ad alta voce (servono a mettere paura, ma non a dare senso a ciò che accade nel mondo esterno ed interno del bambino);
  • Dire in continuazione no: il rischio è che non capisca il vero senso della negazione e ripeta il “No” a sua volta (vedi post precedente);
  • Considerare l’insistenza del bambino come affronto personale;
  • Distrarre con i giochini (il tutto si trasformerebbe in un circo, confondendo le idee al bambino sul che cosa si deve fare durante l’ora dei pasti);
  • Far scendere il bambino dal seggiolone prima di aver finito di mangiare e inseguirlo poi per tutta casa con il piatto in mano pur di placare la nostra “ansia di nutrizione”;
  • Dare alternative, quali mangiare davanti alla televisione oppure in braccio alla mamma.

 Una soluzione funzionale va nella direzione di rimanere fermi sulla regola e coerenti, tenendo conto della necessità del bambino di muoversi. Egli ha bisogno di sentire l’autorevolezza della mamma, soprattutto in quei momenti durante i quali deve capire ancora bene quali siano i confini del proprio agire “in autonomia”. È importante lasciare che mangi fino a che ha fame, stando seduto, dopodiché, quando inizia ad alzarsi sul seggiolone perché si sente già sazio, è preferibile metterlo in sicurezza facendolo scendere dal seggiolone per andare a giocare ed esplorare altre angolazioni della casa (non possiamo certamente pretendere che il bambino rimanga seduto per più di mezz’ora).

È proprio vero che genitori non si nasce e per ogni nuova esperienza con il bambino è necessario essere presenti a sè stessi e nella relazione. Per fare questo è importante attivare tutti e tre gli Stati dell’Io: Genitore, Adulto e Bambino. In particolare, secondo una prospettiva funzionale, è importante attivare il Genitore Affettivo e il Genitore Normativo positivi, per dare regole essenziali e protettive per il bambino. Attivando contemporaneamente l’Adulto, tengo conto delle informazioni a disposizione nel qui ed ora. L’attivazione del Bambino Adattato e Libero positivi mi darà modo di ricordare il mio vissuto rispetto alle regole a cui mi sono dovuta adattare da bambina, per la mia sicurezza, per poi interiorizzarle e metterle in pratica in maniera creativa. Quindi, con l’attivazione completa e simultanea di tutti gli Stati dell’ Io, posso tenere in considerazione il bambino, me stessa e la situazione, nella gestione delle difficoltà e non solo.

Con tanta pazienza, quando Greta inizia il “sali-scendi”, rimango ferma insistendo affinché rimanga seduta mentre mangia. Quando inizia ad aumentare il numero di volte in cui tenta di mettersi in piedi, le chiedo “Vuoi mangiare ancora?” e se lei dice “No”, la faccio scendere dal seggiolone per lasciarla “libera”. Nel tempo, aumenterà certamente la capacità di stare seduta e concentrata sull’azione che sta compiendo, quindi conviene aspettare che ciò avvenga con molta serenità.

 

Riferimenti bibliografici

Bagdadi P. M., Dizionario affettivo, Giunti, Firenze, 2011.

Berne E., “Ciao”…e poi? La psicologia del destino umano, Bompiani, Milano, 1964. 

Brazelton T.B. – J.D. Sparrow, Il tuo bambino e … la disciplina. Una guida autorevole per porre “limiti a vostro figlio”, Raffaello Cortina, Milano, 2003.

Phillips A., I no che aiutano a crescere, Feltrinelli, Milano, 1999.

 

 

 

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3 Risposte to “Si alza in piedi sul seggiolone!!!”

  1. Ida novembre 13, 2012 a 8:13 am #

    Wow! Come mi sembra difficile tenere a mente tutte queste cose…dovrò riprendere tutti i tuoi post quando mi toccherà!!! Scrivi un libro!!!! 😀

  2. fiore novembre 17, 2012 a 11:38 pm #

    Vediamo di svuotare il cassetto della memoria dello scorso anno … mumble mumble … dunque …Emma ha sempre avuto un rapporto tranquillo col seggiolone, niente tentate fughe, solo grande attesa mentre le preparavo il pranzo o la cena e le descrivevo cosa stavo cucinando per lei.
    Quando poi ha iniziato a camminare si piazzava lì davanti in attesa di sedercisi sopra … Anche la prova vacanza è andata buon fine, in albergo, anche se logicamente dopo mezz’ora voleva andare a fare un giretto.
    ora che ha quasi due anni sa, da diversi mesi che deve aspettare seduta finchè tutti non finiscono di mangiare, quindi aspetta prende un fazzoletto o una salvietta e pulisce il suo vassoio.Pero’ controlla sempre che tutti finiscano di mangiare e appena succede ” Abbiamo finito ora posso scendere?” E via fuga verso la libertà e il gioco.

  3. Marianna novembre 18, 2012 a 2:57 pm #

    Sono d’accordo, scrivi un libro!!! Io lo compro!!! E lo regalo!!! 🙂

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